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Alla crisi gli operai rispondono con la mobilitazione!

“Chiediamo solo Lavoro!” questo lo striscione che ha aperto stamattina il corteo dei metalmeccanici delle aziende in crisi di Verona. Circa un migliaio le tute blu che hanno sfilato nel centro di Verona, da Porta Palio fin sotto al palazzo della Prefettura in piazza dei Signori. Chiamati a raccolta dalle sigle confederali FIOM-FIM-UILM su iniziativa dei lavoratori della ex OverMeccanica che, come abbiamo raccontato in settimana, è destinata a fallire dopo il Consiglio di Amministrazione previsto per lunedì 12 Maggio. Sono 188 i lavoratori che resteranno a casa.

foto0182Gli operai e le operaie della storica industria metalmeccanica di Borgo Roma già dalla settimana scorsa hanno bloccato le uscite degli stabilimenti per evitare che materiali e macchinari fossero portati fuori. Ora, dopo aver tentato la via istituzionale dei “tavoli di concertazione”, sono pronti al salto di qualità organizzativo. Il desiderio che gira tra le lavoratrici ed i lavoratori è infatti quello di non rassegnarsi all’ineluttabile, ma di muoversi attivamente per recuperare il reddito che viene loro strappato dalla precarietà del mondo del lavoro. Quel reddito che per molte famiglie è la sola fonte di sostentamento.

“Se lunedì non ci saranno svolte in positivo” racconta Andrea, uno degli operai, “siamo pronti ad installare un presidio permanente all’interno della fabbrica. Possiamo riconvertire gli stabilimenti ed autogestirli, in questo modo cerchiamo di opporci ad un sistema che ci sfrutta fino al midollo e poi ci getta come una scarpa usata”.

“Ci sono professionalità con più di 40 anni di lavoro in fabbrica che adesso vengono buttate alle ortiche solo perché così conviene agli imprenditori” urla dal microfono Dante, delegato FIOM, “ma alle convenienze di noi operai non pensa mai nessuno!”

“Abbiamo a cuore il problema” è il laconico commento di alcuni parlamentari del Partito Democratico presenti in piazza. A giudicare dal Jobs Act, l’ennesimo provvedimento dei governi PD sul mercato del lavoro (che precarizza a più non posso intere classi di lavoratori), sembra un’affermazione piuttosto contraddittoria.

foto0123I metalmeccanici del gruppo ABK (ex OverMeccanica) hanno raccolto strada facendo la solidarietà attiva di un’altra grande e storica azienda veronese ora in crisi: le Officine Ferroviarie Veronesi. Anche in lungadige Galtarossa (dove hanno sede le OFV) la situazione non è affatto rosea: a maggio scade la cassaintegrazione a zero ore e gli oltre cento dipendenti non sanno più dove sbattere la testa. Dopo essere stati turlupinati dal loro datore di lavoro, l’ingegner “caldaia” (leggi Giovanni Biasi), che si è intascato pure una parte dei loro fondi pensionistici pagati direttamente dallo stato, sono anch’essi sull’orlo del baratro.

Le preoccupazioni dei lavoratori sono per tutto il tessuto produttivo, quello industriale veronese, che si sta lentamente dissipando per l’inadeguatezza e la scarsa lungimiranza di molti “valorosi” capitani d’industria; preoccupazioni che si aggiungono, ovviamente, a quelle per lo stipendio perduto. La speranza è che le diverse vertenze si uniscano in un’unica lotta: quella per garantire reddito, diritti e dignità a tutte e tutti. In qhttps://losveglio.noblogs.org/post/2014/05/09/alla-crisi-gli-operai-rispondono-con-la-mobilitazione/uesto senso la prossima settimana potrebbe essere quella decisiva.

Redazione.

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